PUNTARELLE



Sono finalmente tornate!

L’inverno ci regala le “puntarelle”, come affettuosamente le chiamiamo noi romani per il loro aspetto ed anche per il loro sapore stuzzicante.

Per chi non lo sapesse, altro non sono che i germogli della cicoria catalogna (anche detta, sempre a Roma, il “cicorione”).

Come tutte le infiorescenze conservano tutte le qualità della pianta originaria, ma in modo più gentile.

Sono perciò, come tutte le cicorie, ricchissime di Ferro e di sali minerali altamente biodisponibili (cioè entrano facilmente in circolo e sono rapidamente assimilabili).

Poverissime di proteine e ricche di acqua, aiutano sia la digestione che la diuresi, attraverso uno stimolo delicato sia al fegato che ai reni.

Le loro qualità sono mantenute intatte quando si consumano crude (la bollitura è penalizzante soprattutto per il Ferro) mentre il loro condimento ideale è quello con olio extravergine di oliva, aglio, filetti di acciuga e sale.

In questo modo il Ferro viene esaltato dallo Iodio della acciuga e, nello stesso tempo, frenato dall’aglio che ha una azione sedativa: questo crea una stimolazione ottimale per la tiroide senza però eccitare eccessivamente il sistema nervoso centrale.


Chi mangia le puntarelle avverte bene questo rapido miglioramento energetico: ci si sente subito bene, attivi, rapidi ed efficienti!

In commercio si trovano già pulite, anche se pulirle da soli, dopo qualche difficoltà iniziale, è fonte di grande soddisfazione ed anche di risparmio…le puntarelle sono abbastanza costose, anche se personalmente ritengo che valgano assolutamente il loro prezzo!

Con queste ricetta equilibrata, di antica tradizione e sapienza culinaria, vi porgo il mio augurio di serene Festività!


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