FINOCCHIO


Vegetale generoso, attraversa tutto l’inverno, ama il freddo e teme il caldo.

Appartiene alla famiglia delle Ombrellifere, così chiamate per la forma tipica della inflorescenza che ricorda un piccolo ombrello ( i suoi parenti prossimi sono la carota, il sedano, il prezzemolo).

Se ne conoscono la varietà domestica coltivata e la varietà spontanea.

Il finocchio domestico ha una radice a fittone, una parte edibile sotterranea, che è la guaina fogliare bianca e carnosa, il cosiddetto “grumolo”.

Il colore bianco e la tenera croccantezza sono dovute in gran parte al modo in cui lo si coltiva, con la cosiddetta tecnica della “rincalzatura” della terra intorno al fusto ed alla guaina (un po’ come il rimboccare le coperte nel letto) che permette di preservarlo dalla luce e dal freddo invernale.

Della pianta vengono utilizzate anche le foglie che, aggiunte in cottura ai legumi, li rendono più digeribili, ed i semi in forma di infuso per migliorare aerofagia e meteorismo e facilitare la digestione ma anche, in forma di suffumigio, per attenuare il gonfiore palpebrale al risveglio.

Ricchissimo in acqua (circa il 93%), e povero in lipidi, proteine e sali, il finocchio contiene una discreta quantità di fruttosio e numerose essenze aromatiche che gli conferiscono il caratteristico sapore di anice.

È un alimento molto versatile, lo si può consumare crudo, sfruttando le sue proprietà aperitive e digestive ma anche cotto, poiché il suo sapore delicato ed un po’ dolciastro lo rende adatto per individui con acidità gastrica, reflusso gastroesofageo e problemi di meteorismo e di colon irritabile.

Conosciuto sin dall’antichità per la sua capacità di stimolare la ghiandola mammaria all’allattamento grazie all’ anetolo, sostanza estrogeno-simile, viene anche usato per meglio avviare un mestruo scarso o doloroso.

Il finocchio selvatico è una pianta erbacea perenne, che si riconosce per l’alto fusto ramificato e per la presenza dei fiorellini gialli ad ombrello dal profumo inconfondibile. Se ne sfruttano i fiori che vengono raccolti in estate e consumati sia freschi (in aggiunta alle insalate oppure per aromatizzare piatti di carne o di pesce) oppure essiccati trovano impiego in fitoterapia ed in erboristeria.

Ricette

Si può consumare crudo, senza aggiungere nulla, oppure crudo in pinzimonio con aggiunta di olio e sale, fungerà da aperitivo oppure come accompagnamento di piatti un po’ elaborati sia di carne che di pesce.

Si può consumare cotto semplicemente lessato condito con olio e sale e sarà una buona soluzione come verdura serale dopo un pranzo impegnativo, poiché favorisce la diuresi.

Sia la cottura al gratin (con pan grattato, prezzemolo e parmigiano) che quella al forno (con una besciamella casalinga a base di burro, latte e farina) costituiscono due proposte per un contorno semplice ma nutrizionalmente completo ed equilibrato.

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